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F. Rinaldi Rassegna stampa Dentro la mischia - Mondo Ducati

Dentro la mischia - Mondo Ducati

Articolo Mondo Ducati di Lorenzo Miniati.

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La moto è una 999 RS ex Lanzi del 2006, di quelle "buone" insomma. La categoria, invece, è quella che si contenderà il titolo di "classe regina" del Ducati Desmo Challenge, insieme alla Superstock. Stiamo parlando della Superbike, dove vige praticamente lo stesso regolamento del Mondiale e i mezzi hanno un potenziale enorme, che pochi riescono a sfruttare. Il pilota è Federico Rinaldi, trentasette anni, titolare della Skarburati di San Marino, impegnato in ambito agonistico da relativamente poco tempo, ma comunque capace di distinguersi a suon di risultati. La squadra, poi, rappresenta una struttura di primissimo livello, una delle migliori a livello nazionale. L'obiettivo, infine, è fin troppo semplice (si fa per dire): vincere al debutto! E' questo, in sintesi, uno degli scenari che si prospetta in vista della stagione 2010 del trofeo dedicato ai bicilindrici di Borgo Panigale. Rinaldi, fortemente motivato, ha voluto raccogliere questa sorta di scommessa dopo che, negli anni passati, ha sempre corso in sella a moto con quattro cilindri in linea.

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Dal punto di vista tecnico, dunque, questo fattore potrebbe costituire un'incognita, eppure la cosa non sembra preoccuparlo più di tanto, anzi. "Mi rendo conto che si tratta di un cambiamento drastico, – è il suo primo commento al termine della giornata di prove organizzata dal promoter del trofeo sul rinnovato circuito di Imola – ma se vuoi andare veramente forte e fare il cosiddetto salto di qualità hai bisogno di una moto vincente e la Ducati, per quanto riguarda la categoria Superbike, lo è sempre stata." In effetti, l'azienda bolognese è l'unica ad allestire dei veri e propri mezzi da corsa per partecipare al campionato delle maximoto derivate dalla produzione di serie. Così, acquistando le versioni RS delle varie 996, 998 e 999 si ha la possibilità di contare su una base che gli altri costruttori non forniscono, delegando ai clienti il compito di preparare i loro modelli. Il rovescio della medaglia, però, è costituito dal fatto che per gestire una vera moto da corsa servono risorse e capacità. "Per questo mi sono affidato a una team serio, – è la pronta replica di Federico – altrimenti non si va da nessuna parte! Del resto, quando si parte per vincere bisogna avere le idee chiare, non si può improvvisare, soprattutto con moto di questo tipo." In passato, oltre a guidare le moto che portava in gara, Rinaldi curava anche la loro preparazione tecnica, lavorando nella sua officina ai piedi del Monte Titano. Quest'anno, invece, dovrà pensare soltanto a fare il pilota. Un ruolo "di lusso", che egli stesso confessa di non essere abituato a ricoprire: "Una volta terminata una sessione in pista, prima mi mettevo subito a smontare la moto e a fare benzina. Adesso, invece, ci sono il meccanico, il telemetrista e il tecnico delle sospensioni. Fanno tutto loro! Mi sa che dovrò trovare qualcosa con cui tenermi occupato tra un turno e l'altro, altrimenti rischio di annoiarmi. (ride) Magari, la prossima volta mi porto la Play Station!" Correre, oggigiorno, non è più solo una questione legata al polso destro. Lo stesso Rinaldi, infatti, ci spiega come il suo passaggio su un bicilindrico Desmo lo abbia favorito, in un periodo tra l'altro non facile, nell'ottenere il supporto dei propri sponsor. "E' chiaro – prosegue Federico – che se punti in alto con una squadra di primo piano come Barni Racing ci vuole un impegno economico di un certo tipo. Fortunatamente, Ducati ha un nome che evoca, in chiunque abbia un minimo di passione per le moto, un fascino e un prestigio che altri marchi non hanno e grazie a questo, magari, si trovano persone disposte a investire qualcosa." Ora che la voce budget è sistemata, Federico deve concentrarsi su una moto tutta nuova, almeno per lui: "La 999 RS è stata campione del mondo con Neil Hodgson, James Toseland e Troy Bayliss, dunque rappresenta una base ultracollaudata. Adesso sta a me adattarmi ad essa. La prima presa di contatto è stata positiva, ma come è normale che sia abbiamo ancora delle cose da sistemare. Sono comunque molto fiducioso, sia nelle mie capacità che in quelle della squadra." Rinaldi entra poi nello specifico per quanto riguarda il comportamento della sua Ducati ex-ufficiale: "La gestione elettronica è molto avanzata e questo determina un'erogazione prontissima, oltre che un allungo impressionate fino a 13.000 giri! Bisogna insomma imparare a gestire 190 Cv, che non sono pochi, e acquisire nuovi riferimenti nella guida. Anche la regolazione della frizione antisaltellamento, ad esempio, richiede del tempo.

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Nel complesso, comunque, la moto risulta ben bilanciata." Pur non avendo come obiettivo quello di formare i giovani talenti di domani, il Ducati Desmo Challenge viene frequentato sempre più spesso da piloti impegnati nel CIV (Campionato Italiano Velocità) o addirittura nel Mondiale Endurance, pertanto è lecito chiedersi se Federico abbia previsto di effettuare il percorso inverso, andando a iscriversi come wild card a qualche gara del campionato italiano: "L'impegno prevede di concentrarci solo sul Desmo Challenge, cercando di portarlo a termine nel migliore dei modi. Tuttavia, se a metà campionato si verificassero le condizioni giuste per effettuare una o Il Team Barni Racing vanta una struttura di prim'ordine con meccanici, telemetristi e tecnici delle sospensioni. Sotto: la due gare nella serie nazionale, prendendole come una sorta di allenamento, mi farebbe certamente piacere." Sempre sul fronte tecnico, se non altro Rinaldi non avrà problemi di adattamento nei confronti dei pneumatici, visto che il Trofeo Ducati ha Pirelli come fornitore ufficiale: "Corro con questa marca dal 2005, – spiega Federico – anche se nel Challenge non è possibile scegliere la mescola: tutti dovranno usare la SC2 davanti e la SC1 dietro. Si tratta di un'ottima gomma, a patto che la temperatura non scenda sotto una certa soglia." La stagione si articolerà su cinque prove (al momento in cui questa copia di Mondo Ducati raggiungerà le edicole si sarà già svolto il primo appuntamento), pertanto sarà importante la regolarità, come conferma lo stesso Rinaldi: "I circuiti sono tutti belli e impegnativi, pertanto bisognerà stare attenti a non commettere errori, perché in questo caso uno zero in classifica lo si paga caro. Se non altro, però, l'impegno sarà mitigato dal fatto che ogni appuntamento si svolgerà su due soli giorni, sabato e domenica, dando a tutti, lavoratori compresi, la possibilità di partecipare." Federico è comunque rimasto colpito dall'ambiente che ha trovato in questo trofeo così particolare, l'unico che prenota in esclusiva quasi tutte le piste su cui fa tappa durante il campionato. "In effetti, i ducatisti hanno una passione contagiosa. Così, dopo aver preparato tanti bicilindrici Desmo per i clienti della mia officina, adesso anche io sono diventato un pilota Ducati a tutti gli effetti, oltre che un vero ducatista!" Quest'anno, il Ducati Desmo Challenge si disputerà in concomitanza con il WDW, il raduno mondiale dei fan delle Rosse di Borgo Panigale, a Misano, sul circuito di casa di Federico. Uno stimolo in più, dunque, per far bene di fronte a migliaia di spettatori: "Non ci ho ancora pensato, perché sono uno che vive le cose sul momento, ma è naturale che mi faccia piacere. Comunque vada, penso che sarà motivo di grande emozione correre davanti agli appassionati di tutto il mondo, un ricordo da portare per sempre nel cuore. Di sicuro ce la metterò tutta!"

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