Articolo Mondo Ducati di Lorenzo Miniati.
Due Ducati "svestite" dall'Sk-Racing di San Marino
In quell’officina situata nella zona industriale ai piedi del Monte Titano succedono cose strane. I fratelli Rinaldi, Roberto e Federico, sono due tipi vulcanici. Il primo è la mente imprenditoriale dell’azienda, mentre il secondo associa a ottime conoscenze tecniche e a una grande perizia manuale nella meccanica una manetta fuori dal comune, visto che all’occorrenza sa trasformarsi in valido pilota di livello nazionale. Così, dal connubio tra questi personaggi così assortiti spesso nascono idee frutto della loro fantasia e della loro passione per le moto. Nella fattispecie, è capitato che due clienti, Giovanni e Matteo, si rivolgessero a loro per realizzare una special esteticamente originale, ma al tempo stesso bella e performante da guidare su strada. In un caso la base da sfruttare era una 999 MY 05, nell’altro una non più giovanissima ma sempre valida 916 del 1997. Incredibile ma vero, partendo da due modelli così diversi tra loro si è arrivati a ottenere moto molto simili, senza peraltro far sì che accadesse di proposito. La cosa ancora più strana, se vogliamo, è che si siano seguite due filosofie quasi diametralmente opposte pur arrivando a un risultato quasi identico. Nel caso della sportiva disegnata da Pierre Terblanche, infatti, la parte meccanica è rimasta quasi strettamente di serie. Telaio, freni, ruote, sospensioni e gran parte del motore sono, dunque, quelli originali. In questo caso, l’opera di trasformazione si è concentrata principalmente sulla parte estetica.
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Dio li fà e poi li accoppia.
La signora Rinaldi non poteva che essere una vera motociclista DOC.